CAPITOLO I
Fondazione e I Generazione
Da oltre un secolo, la tipografia Geroldi custodisce e racconta l’anima del territorio bresciano: una storia intrecciata con la cultura, l’arte e l’industria locale, testimone della vitalità di una comunità che cresce, si rinnova e continua a lasciare traccia di sé.
fig. 48, 58 - Duilio e Alfredo Geroldi
Origini
Duilio e Alfredo Geroldi
fig. 48, 56 - Duilio e Alfredo Geroldi
48, 58, i futuri fondatori della ditta Fratelli Geroldi, nascono a Isorella, paese della bassa bresciana, da Alberto Geroldi, figlio di Vincenzo e della contessa Drusilla Serego degli Alighieri, storica e nobile famiglia veronese e da Giuseppina Cavalleri, rispettivamente nel 1875 e nel 1877.
Alberto Geroldi, essendo la famiglia Cavalleri originaria di Isorella, vi si trasferì e ivi si dedicò all’agricoltura, conducendo due grossi stabili denominati San Nazzaro e Ugone.
A causa, però, di una malattia che lo rese inabile in giovane età, la famiglia subì dei rovesci finanziari e, alla sua morte, Duilio e Alfredo fecero ritorno a Brescia.
Duilio e Alfredo, orfani in tenera età vennero trasferiti in collegio nell’Istituto Lodovico Pavoni di Brescia, per frequentare la scuola grafica, mentre le sorelle Drusilla ed Emma restarono a Isorella, presso la famiglia Cavalleri, fino al loro matrimonio.
La sola persona che mantenne il contatto con i due ragazzi, Duilio e Alfredo, fu la signora Matilde Bondoni, detta Tilde, donna di casa della vecchia famiglia Geroldi, la quale, avendo dovuto smettere il suo servizio, era andata come cameriera presso la famiglia del fotografo Grandoni in Brescia, via S. Afra, di fronte alla chiesa.
Questa buona donna tutte le domeniche pomeriggio andava a trovare i due ragazzi Geroldi all’Istituto Pavoni portando loro conforto ed affetto.
Matilde Bondoni seguì poi Duilio Geroldi, fin quando fu scapolo e morì in casa sua, in vicolo Ambrosioni in Brescia, assistita dalla nipote Rosa Bondoni, alla quale pure Duilio dette ospitalità fino alla morte.
Formazione
L’Istituto Pavoni, oltre a quanto di meglio si poteva allora insegnare sotto l’aspetto tecnico, offriva ai suoi allievi anche un’ottima cultura generale a livello umanistico e perfino valide nozioni di amministrazione e contabilità aziendale.
A riprova di tale educazione globale Alfredo Geroldi ricordava sovente, di quegli anni, il momento dei pasti quando, in refettorio, mentre i compagni pranzavano nel più assoluto silenzio, come volevano le regole pedagogiche di allora, egli leggeva ad alta voce le più belle pagine della letteratura moderna o del passato.
Terminati gli studi alla Scuola d’Arte, Duilio venne assunto come compositore al giornale «La Sentinella». In quegli anni non era ancora entrata nell’uso comune la composizione meccanica, a mezzo Linotype, per cui gli articoli si componevano normalmente con caratteri mobili e si dovevano poi scomporre, giorno per giorno, al fine di recuperarli.
Nell’ambiente de «La Sentinella» si veniva formando il suo spirito liberale, che avrebbe poi indirizzato tutta la sua vita.
Alfredo, acquisita una buona competenza con la pratica quotidiana nell’arte grafica e dotato di un pregevole gusto artistico, fu dapprima «proto» in piccole tipografie (Stamperia Fototecnica di A. Canossi e C.), e, successivamente, Direttore nell’antica tipografia Romualdo Codignola, gestita, in seguito alla morte del padre, dalle figlie Linda e Silvia. La stamperia era ubicata nell’attuale piazza Martiri di Belfiore, nell’edificio sito a nord della piazza stessa.
In seguito venne chiamato a dirigere la tipografia «Venerabile A. Luzzago» e fu in tale veste che ebbe modo di fare conoscenza, una conoscenza che da semplice relazione d’affari si consolidò via via in reciproca stima e amicizia, con una nobilissima persona: Francesco Perlasca, fondatore, con il nob. Giacinto Mazzola, del «Banco di Depositi e Conti Correnti Mazzola Perlasca & C.», trasformatosi poi in «Unione Bancaria Nazionale».
Dalla sua istituzione, nel 1904, tra il «Banco», di cui riproduciam
l’atto di fondazione
fig. 95 - 1904, Banco di Depositi e Conti Correnti Mazzola, Perlasca e C. - Atto costitutivo con elenco soci
95, certezza di proporre un documento che crediamo unico e Geroldi inizia una proficua relazione d’affari, che, basata sulla reciproca stima e fiducia, non venne mai meno fino a quando cause esclusivamente politiche portarono, il 22 luglio 1932, alla chiusura degli sportelli della Banca. E toccò purtroppo ad Alfredo Geroldi l’ingrato compito di stampare il fascicolo del concordato preventivo. L’Unione Bancaria Nazionale chiuse i battenti col vanto di aver soddisfatto tutti i creditori fino all’ultimo centesimo e di essere ancora in attivo dopo tale operazione.
Sicuramente, qualora non fosse intervenuta la faziosità politica del tempo, l’Unione Bancaria Nazionale e la ditta Geroldi, che, per la sua serietà ne aveva acquisito la fiducia e il pieno appoggio, avrebbero raggiunto, ognuna nel suo campo, dei traguardi impensabili.
fig. 13 - 1904 - Prima Fattura 31 dicembre 1904
Verso la fine del 1904, i due fratelli Geroldi, forti dell’esperienza acquisita nei diversi incarichi e sostenuti da una grande passione per la loro arte, decisero di mettersi in proprio.
NASCE LA TIPOGRAFIA FRATELLI GEROLDI
Verso la fine del 1904, dunque, i due fratelli Geroldi, forti dell’esperienza acquisita nei diversi incarichi e sostenuti da una grande passione per la loro arte, decisero di mettersi in proprio e dare vita ad una tipografia a carattere artigianale col nome di «Stamperia Fratelli Geroldi», che ebbe la sua prima sede a Brescia in via Pendente, l’attuale via Fratelli Lombardi, nella piccola rientranza, che esiste tuttora, prima di immettersi in via Gabriele Rosa. Nasce così la Ditta Fratelli Geroldi.
1905
Già nel 1905 la ditta Geroldi stampa
il volume del dott. Arnaldo Gnaga
fig. 96 - 1905, Frontespizio libro Gnaga - "La Provincia di Brescia e la sua Esposizione 1904”
96
dal titolo «La Provincia di Brescia e la sua esposizione del 1904», volume che a quei tempi fece meraviglie.
L’Esposizione situata in Castello, trasformato in pubblico giardino, venne dopo quella del 1857,
ancora imperante l’Austria sul Lombardo Veneto, che ebbe sede nella Crociera di San Luca, con soli
240 espositori, contro i 2000 che ebbe quella del 1904. Si trattava di un volume di 196 pagine, nel
formato 25 X 35, ricco di fotografie e dettagliate notizie che vanno dalla natura, all’industria, all’arte e cultura.
1906
Nel 1905 si stampò pure per la ditta G. Graziotti, di cui l'anima era la sig.ra Emma Faucanier,
un'Agenda per il 1906
fig. 97 - 1906, Copertina - Agenda stampata per “Il Magazzino Moderno di G. Graziotti – Brescia”
97 di ben 146 pagine.
La ditta G. Graziotti aveva il principale negozio sull’angolo fra corso Palestro e l’attuale via Gramsci
sempre in città ed era la prima ditta a Brescia che vendeva abiti confezionati. Questa agenda per il 1906
è molto interessante per i nomi e indirizzi degli avvocati, notai, ingegneri, ragionieri, medici che esercitavano
a Brescia. In fondo, poi, c’era l’elenco generale degli spettacoli lirici-coreografìci e drammatici dati al Teatro
Grande di Brescia, dal 1863 (anno in cui fu restaurato) fino al 1905.
1907
Una nota molto importante riguarda la rivista
"Illustrazione Bresciana"
fig. 1 - 1907, Un volumetto dello Gnaga (una copia in ns. possesso) in occasione del “Circuito Automobilistico di Brescia contenente oltre alla descrizione della città una serie di 12 itinerari automobilistici consigliati nella provincia.
1 che ha avuto dal n° 1 del 7 settembre
1902 come fondatore, direttore e gerente il poeta bresciano Angelo Canossi del Laboratorio Artistico Canossi
& C. di Brescia. Dal n° 59 del 16 dicembre 1905, rimane direttore Canossi ma la stampa passa alla tipografia
Fratelli Geroldi. Dal n° 60 del 16 febbraio 1906 subentra come direttore della rivista la prof.ssa Pia
Sartori Treves, moglie del giornalista Sartori, con Alfredo Geroldi gerente e responsabile. Rivista di storia
dell’arte, dell’industria e delle istituzioni bresciane. La copertina del pittore P. Galanti era in cromolitografia
ad almeno 5 colori, più oro in polvere.
fig. 49 - 1913, Ingresso di via Moretto
L’azienda cresce: nuovi spazi e nuovi macchinari
Trasloco in via S. Martino della Battaglia 5 e in via moretto
Lo spazio è necessario e nel 1906 si fa trasloco in via S. Martino della Battaglia 5,
nei locali del sig. Eugenio Gambera Mainetti, adibito ancora oggi a negozio di vendita.
Sul muro di questo magazzino nella parte che guarda sul giardino interno, si poteva leggere
ancora poco tempo fa la scritta a caratteri cubitali «Premiata Stamperia Fratelli Geroldi».
Le esigenze di maggior spazio aumentano ancora successivamente. Occorre una nuova sede, e
la si trova nel
palazzo Monti della Corte
fig. 98 - 1913, Ingresso in Via Moretto
98, allora proprietà Bäbler, in via Moretto, angolo
corso Cavour. Macchine e attrezzature vengono sistemate a piano terra nel salone che
fu successivamente in uso per le udienze del Tribunale.
LE PRIME MACCHINE LITOGRAFICHE
Siamo verso il 1913, alle tradizionali macchine da stampa tipografiche si affiancano
le prime litografiche, naturalmente, come dice il nome stesso, con
matrice in pietra
fig. 99 - Pietra litografica, utilizzata per stampare con il torchio litografico le azioni della banca San Paolo di Brescia
99.
Capo reparto era un triestino, Cesare Riva, litografo eccezionale per quei tempi. Avvalendosi
della sua abilità e della esperienza delle maestranze si cominciò la stampa in cromolitografia
di
manifesti
fig. 41 - 1922, "Uomo in tight" Bozzetto a tempera f.to cm. 100x166, del pittore Piero Galanti, per un manifesto eseguito poi in cromolitografia da pietra in f.to cm. 70x100 per il sig. G. Graziotti titolare di ben tre negozi di nome "Magazzino moderno"; i primi negozi a Brescia di abiti pronti, situati tra corso Palestro e l'allora via Umberto 1°, attuale via Gramsci. Anno 1922-1923.
41.firmati dai migliori cartellonisti bresciani e milanesi, fra i quali basti citare i pittori Galanti e Dudovich.